Il gruppo “Costruttori di pace” promuove sabato 15 marzo prossimo, in concomitanza con la manifestazione nazionale indetta a Roma, un presidio per chiedere che l’Europa riscopra la sua ragion d’essere e faccia quello per cui è stata creata: la pace.
L’appuntamento è per le ore 17, in piazza Duomo, attorno alle sole bandiere dell’Europa e della Pace.
Premesso che l’invasione russa dell’Ucraina è un crimine e difendere la legalità e il diritto internazionale è un dovere degli Stati – sempre e ovunque; in Ucraina come a Gaza – la guerra è comunque il modo più sbagliato e inconcludente per farlo. Come dice reiteratamente papa Francesco: “la guerra è una sconfitta, sempre”! Il riarmo degli Stati fomenta e rafforza i nazionalismi, che sono la negazione dell’idea stessa di Unione europea. Riconvertire l’industria automobilistica in industria di guerra, destinare 800 miliardi agli armamenti vuol dire dare un colpo mortale all’Europa sociale, cioè al diritto all’istruzione e alla sanità pubblica, alla tutela dei salari e delle pensioni, ai servizi, al sostegno alle famiglie.
È il momento di fare quello che finora non s’è fatto: “lavorare per la pace”.
“Non possiamo lasciare che la carneficina continui. Non possiamo lasciare che l’Europa precipiti in uno stato di guerra permanente”, sostengono infatti il presidente del Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’ Università di Padova, Marco Mascia, e il presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, Flavio Lotti, lanciando l’invito alla manifestazione di Roma per chiedere disarmo, dialogo, trattativa e un solido trattato di pace. “Non possiamo permetterci – aggiungono – una folle e sconclusionata corsa al riarmo che alimenterà la disperazione, i nazionalismi e l’autoritarismo.” “Nel nome del rispetto della dignità di ogni persona e della vita umana, della legalità e del diritto internazionale; nel superiore interesse dei bambini e delle bambine, per il bene dell’umanità – concludono – l’Europa torni a essere uno strumento di pace!”